ATTACCO ALL’EUROPA

svizzera,europa,tradizione europeaNessuna notizia, in questi ultimi mesi, ha avuto più risalto, su tutti i mezzi d’informazione, di quelle riguardanti il “Debito Pubblico” italiano e i reiterati quanto confusi tentativi del Governo di porvi rimedio attraverso una cosiddetta “Manovra Economica” che consenta di portare in pari il Bilancio dello Stato entro il 2013.
La “Manovra”altro non è che un insieme di misure destinate a ridurre le voci di spesa dello Stato o ad aumentare le entrate dello stesso.

svizzera,banca nazionale svizzera,sovranità monetaria,banche cantonali svizzereNon è da oggi che il problema del debito e della spesa grava come una spada di Damocle sulla politica italiana ed europea; nazioni come Grecia, Irlanda, Islanda, Portogallo sono state o sono ad un passo dal baratro, ma anche Italia, Spagna e forse le stesse Francia e Inghilterra, nazioni fra le più potenti dell’Unione Europea, non sembra se la passino poi tanto meglio.
Lo spettro del “default”, in Italiano “fallimento”, incombe più o meno su tutti questi Stati, vuoi come realtà imminente vuoi come prospettiva spaventevole a breve o lunga scadenza. Persino gli Stati Uniti ne hanno evocata di recente la lunga ombra.

Il Governo italiano, dopo avere per lungo tempo sostenuto che la situazione nazionale era migliore degli altri Stati europei ha dovuto costatare amaramente che invece non stiamo meglio della Grecia, nazione praticamente fallita in senso economico e ormai sotto tutela degli organismi finanziari europei e mondiali come FMI, BCE, Banca Mondiale.

Attanagliati da un Debito Pubblico in sempre maggiore espansione, attaccati dalla speculazione internazionale, posti sotto continua impietosa osservazione dalle famigerate agenzie di rating, i titoli del debito Italiano si avviano a divenire carta straccia; presto nessuno sarà più disposto ad addossarsi il rischio di possederne in portafoglio perché le probabilità di vederseli ripagati o anche solo remunerati si avvicinano pericolosamente allo zero.

Esiste una soluzione a questi drammatici problemi? Naturalmente sì. Quale?

Qui viene il bello! Uno Stato, una Nazione, reagisce a problemi di ordine economico con misure di ordine economico e monetario.
La politica economica la fanno i ministeri competenti, la politica monetaria la fa la Banca Centrale.
In mancanza di denaro da investire è ovvio che i ministeri abbiano poco margine operativo se un’adeguata politica monetaria non viene prima in loro sostegno. In pratica non gli rimane altro da fare che tagliare la spesa, ridurre quindi i servizi alle imprese e ai cittadini, provocando più danni che vantaggi, almeno per la maggioranza della popolazione. Non potendo aiutare le imprese in altro modo si riducono, per diminuire i costi che gravano su di esse, a limitare i diritti dei lavoratori, consentendo una sempre maggiore mobilità in uscita (dal lavoro), un abbassamento dei salari e degli stipendi, una diminuzione della sicurezza e della qualità del posto di lavoro.
Per fare cassa uno Stato possiede anche un altro mezzo: vendere, o meglio, svendere i propri beni.
Le proprietà dello Stato, quindi dei cittadini di quello Stato, possono essere vendute a privati ricavandone denaro contante.
Può trattarsi di appezzamenti di terreno incolto, ma anche di parchi pubblici. Può trattarsi di vecchi stabili come caserme o impianti inutilizzati, ma anche di monumenti nazionali. Infine potrebbero essere vendute aziende decotte e prive di alcuna utilità, ma anche servizi pubblici strategici come energia, acqua, trasporti o aziende altrettanto strategiche come ferrovie, chimica, armamenti, aereonautica.
Secondo logica a cosa sono più interessati eventuali compratori privati? All’inutile o all’utile?
Credo che la risposta non sia difficile.

Una considerazione su tutte: qualsiasi persona minimamente saggia sa che svendere i gioielli di famiglia raramente è utile al miglioramento della situazione e, in ogni caso, può esserlo solo se i magri proventi sono reinvestiti in qualcosa di produttivo. Se si utilizzano solo per coprire un debito probabilmente ci si ritroverà presto nella medesima situazione solo un poco più poveri.

Da tutto quanto detto discende che una politica monetaria è indispensabile a uno Stato per dirigere il timone della barca verso rotte sicure e propizie.
L’istituzione che si occupa di manovrare la leva monetaria è per definizione stessa la Banca Centrale della Nazione, di qualsiasi nazione.
Perché lo strumento funzioni occorre però che la Banca Centrale obbedisca alle direttive del Governo di quella nazione. Occorre che gli uomini che dirigono questa Banca Nazionale siano espressione di quello stesso Governo e operino in conseguenza di comuni interessi nazionali.

Qui è la chiave del problema. Se la Banca Nazionale è nazionale solo di nome, ma in realtà è di proprietà di quegli stessi privati che ambiscono a operare fuori da ogni concetto d’interesse nazionale, gli stessi che poi compreranno a prezzi di favore i gioielli di famiglia, diventa molto difficile che essi s’informino alle decisioni politiche. Anzi saranno loro a dettare ai politici l’agenda operativa. Anzi saranno loro che, negli anni, avranno già sistemato al posto giusto “politici” adatti allo scopo; di fatto dei dipendenti del potere finanziario privato.

Questa è la situazione italiana. Così com’è la situazione europea e praticamente mondiale.

Gli Stati Uniti questo sistema l’hanno, di fatto, costruito o contribuito a costruirlo, era parte integrale del loro “sistema” di potere. Adesso, forse, gli si rivolta contro, ma è una magra soddisfazione. Le “Multinazionali” che dovevano garantire il potere made in USA sono divenute esse stesse degli stati dentro lo Stato, sono in grado di esprimere poteri sovranazionali e interessi molto più forti degli Stati e autonomi da essi. Quindi la politica dello Stato non interessa più e meno che meno interessa loro una politica sociale dello Stato. Ci sono capitali da far fruttare e questo è quanto. Il resto sono storie per vecchie zie: democrazia compresa.

Quindi nessuna manovra o manovrina servirà a modificare la situazione in vantaggio dell’insieme dei cittadini di una Nazione se essi non riescono prima a riappropriarsi della loro politica monetaria, cioè delle loro Banche Centrali.
La Svizzera è un esempio di quanto appena affermato e qui di seguito possiamo tutti leggere alcune notizie interessanti in proposito.

http://www.pinostrano.it/blog/quasi-dd-svizzera-e-sovranita-monetaria/

   

 

ATTACCO ALL’EUROPAultima modifica: 2011-09-06T18:33:00+00:00da albatros-331
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